Ecco lo scandalo vero: i cristiani si scandalizzano della verità
Un epilogo al caso del povero Welby. Un approdo naturale, se guardiamo bene a quel che capita da diverse decine d'anni. Ecco infatti, puntuale come un treno giapponese, arrivare la vulgata cattocomunista a commentare, scandalizzata, le decisioni del Vicariato di Roma sui funerali negati a Welby. E' apparsa su Europa, organo della Margherita, autore un giornalista stimatissimo, politicamente correttissimo a sinistra, una persona fantastica, buona e mite, Aldo Maria Valli.
Cattocomunista ma forse anche qualcosa di diverso, ma qui il discorso si farebbe più complesso. Diciamo cattolicesimo progressista, il Quotidiano Europa, la Margherita, il TG3, il Card. Martini e le zone grigie, il dubbio pensoso sui temi di grande attualità che mette sempre in crisi la fede, il bisogno innato d'esser compresi, di "riannodare un po’ meglio il rapporto con quel mondo secolarizzato" che in fondo ce la mette tutta, tra ideali grandi e lotte disperate, a far quadrare i conti dell'esistenza. La Chiesa che s'apre al mondo, che vi dialoga, che pensa, essendo al fine del mondo, di coglierne le istanze e i bisogni più profondi. Che si riducono, inevitabilmente, a pura pancia, nobilitata dalle belle e grandi parole che popolano i media di questi tempi, progresso, cultura, ecologia, giustizia, tolleranza etc, etc.... La chiesa post-Sessantotto, quella della Grande speranza del Concilio, delle sue aperture, che aspetta ora altre grandi aperture, sulla vita, sul celibato dei preti, sui preservativi. La Chiesa della "Giustizia e Pace", delle marce arcobaleno, la Chiesa che si siede al tavolo del mondo per portarne le istanze dei piccoli della terra. La Chiesa dell'opzione preferenziale per i poveri. La Chiesa che si sporca le mani per liberare gli oppressi.... Il guaio è che Valli esprime il pensiero medio della gente di chiesa, dei cattolici impegnati, di quelli che han sempre da dire e ridire, arrabbiati cronici contro le "strutture di peccato". Cattolici con DNA comunista. E non solo, credo che stavolta interpreti il sentire quasi generale dei tanti che popolano le nostre chiese.
Il fatto dei funerali non concessi a Welby dimostra una cosa sola: la fede non esiste più, e lo scandalo è che i "cattolici" si scandalizzino.... E' ora di svegliarsi, e comprendere che l'Italia è tuttaaaaaaaaaaaaaa da evangelizzare. Chi si scandalizza e parla di Chiesa matrigna fa parte dei consigli parrocchiali, del volontariato, delle mamme catechiste, degli "impegnati nel sociale", dei gruppi giovanili, Caritas etc.... Sono parrocchiani, a messa tutte le domeniche. per non dire di suore, preti e ..... LA FEDE è scomparsa, per questo il cristianesimo è diventato l'analgesico spirituale che deve accompagnare l'uomo nei suoi percorsi, tollerando e comprendendo tutto. Come non vedere dietro questi atteggiamenti, dietro lo scandalo di tanti cattolici il ghigno beffardo del demonio, padre della menzogna? Perchè tutta questa storia è solo una grande menzogna, una messa in scena meschina. Ed è certo che, in fondo, chi, tra i battezzati, si dichiara scandalizzato, approva la scelta di Welby. Ed è ancora una volta caduto nella trappola dell'ingannatore.
La decisione del papa, perchè è anche sua, è il Vescovo di Roma, è una Parola profetica, esattamente come quella di Isaia, di Geremia, di Ezechiele. Profetica per il mondo e per la Chiesa. Per i suoi figli che han perduto la fede. Per i suoi Pastori perchè si sveglino e si gettino, con i doni (carismi) che Dio sta donando, ad evangelizzare il Paese. La hiesa dona la fede. Tutto il resto che non susciti la fede, e con essa la speranza e la carità, doni di Dio, è solo confusione, e un delitto imperdonabile che uccide i piccoli, tra i cristiani prima, e tra i non credenti poi. Evangelizzare, e basta idiozie, concerti Rock, pseudo eventi culturali e chiacchiere vane. Evangelizzare, oggi e sempre.
P.S. C'è una frase nell'articolo di Valli che la dice lunga su quanti, tanti, oggi nella Chiesa si dichiarano progressisti e profondi conoscitori del vero spirito del Concilio Vaticano II: "forse se le gerarchie ascoltassero di più i parroci, le suore e le catechiste e un po’ meno i teologi e i monsignori di curia, riuscirebbero a riannodare un po’ meglio il rapporto con quel mondo secolarizzato che adesso appare loro tanto distante e inevitabilmente nemico".
Ecco il punto: "i parroci, le suore e le catechiste ". Clericalismo allo stato puro. Parole e slogan tanti, ma la realtà è che questi guru del cattolicesimo di frontiera, o, come probabilmente preferirebbero si dicesse, di periferia, non conoscono neanche lontanamente che cosa sia il Popolo di Dio.
Le categorie invece son sempre le stesse, quelle della tanto odiata Chiesa piramidale. E quello che imputano alla Chiesa Cattolica (ma di che cosa parlano?), ovvero la freddezza burocratica di codici e cavilli teologici è esattamente quello di cui si alimentano e, peggio, ciò con cui alimentano i lettori o gli amici. Scartoffie pseudo-erudite, pseudo-progressiste, pseudo-tutto ma inequivocabilmente e semplicemente il nulla, e il resto di nulla. Libri e articoli che teorizzano chissà quali pastorali, come già è accaduto con la Teologia della Liberazione, e oggi con l'inculturazione. Libri redatti seduti a tavolini e computer lontani anni luce dal cuore dell'uomo, ma che armano passioni e ideologie, frustrazioni e sogni che nulla hanno a che vedere con il Vangelo. In fondo è comunque un clericalismo inconscio, che si picca di conoscere gli odori e gli umori della strada, gli sforzi per vivere il Vangelo (ahi ahi, che si tratti per caso di pelagianesimo inconscio?) delle polverose e sofferenti strade di periferia. E che invece non sa nulla del cuore dell'uomo, di quello che davvero lo percuote e lo fa schiavo della paura della morte. Il nulla che propagandano a suon di slogan vetero sessantottini e che, purtroppo, nutre anche tanta predicazione. Il vuoto pneumatico che alla fine non fa altro che foraggiare l'uomo vecchio che alberga in ogni persona, assecondandone i propositi di rivincita e di ribellione dinnanzi alla Croce. Esattamente come hanno fatto i radicali, che, non a caso, si sentono in dovere di ergersi a guide spirituali del Popolo di Dio e dei suoi pastori, infischiandosene stavolta di ingerenze e invasioni di campo. E' triste constatarlo, ma appare evidente, impacchettato in un clericalismo d'annata tinteggiato alla buona con slogan e frasi rifritte da collettivi studenteschi, il vero nocciolo del problema: lo scandalo della Croce, per il quale, in un passo, si diventa nemici della Croce. E, quindi, nemici di Cristo e di ogni uomo. Esattamente come lo sono state le sanguisughe di Welby. Usare il Vangelo come clava per distruggere la verità e la Chiesa, burocratica, mettiamocelo pure, non è altro che proseguire nella nobile arte dello sciacallaggio.
Gesù ha amato l'adultera, l'ha perdonata ma non ha beatificato l'adulterio. Gli sciacalli di Welby vivo si sono gettati anche su Welby morto per azzannare la Chiesa pretendendo che fosse beatificata la sua scelta. Lucida, sino alla fine. E, con la sua, quella di chi lo ha accompagnato: "Il mio sogno, anche come co-Presidente dell’Associazione che porta il nome di Luca (Coscioni), la mia volontà, la mia richiesta, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l’eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità che è concessa ai cittadini svizzeri, belgi, olandesi" (Dalla lettera di Piergiorgio Welby al Capo dello Stato). La freddezza burocratica del Vicariato di Roma ha, innanzi tutto, mostrato rispetto e amore per Welby, prendendo sul serio i suoi sogni e le sua volontà, non camuffandone gli esiti dietro un sorriso d'accatto. Con la vita e con la morte non si scherza, e le scelte, qualunque esse siano, hanno le loro conseguenze. Nelle periferie del mondo questo si dovrebbe vedere e sperimentare ogni giorno. Pensare di amare voltandosi dall'altra parte e far finta di non vedere è pura menzogna, griffata senza dubbio dal demonio. Non è un funerale che mostra la misericordia, è la verità, la stessa che ha permesso al figliol prodigo di "rientrare in se stesso" e intraprendere un cammino di ritorno. Il Padre era alla finestra ogni giorno, ma non ha violentato suo figlio. Perchè l'amore vero, quello di Dio, ama e rispetta la libertà, sino in fondo. In Cristo consegnato alla morte questo amore è apparso nel modo più sconvolgente. La vera lontananza dalla gente, dal mondo secolarizzato è quella che sembra vicinanza, quella intrisa di complicità.
Welby, scudo umano per proteggere Prodi
di A. SOCCI
Il "caso Welby", amplificato dai Radicali in queste settimane, ha spostato i riflettori dell'opinione pubblica dall'agonia del governo all'agonia del povero Piergiorgio. Il crollo di consensi e d'immagine di Prodi e le divisioni della maggioranza sono entrate in un cono d'ombra. Ma quanto sia grave la situazione del governo tenuto in vita artificialmente (dai senatori a vita) per l'approvazione della Finanziaria - lo ha riconosciuto il più acceso sostenitore del professore bolognese: Eugenio Scalfari, che è l'altro "giapponese" di Prodi (fu Pannella a definirsi così per primo). Leggi Tutto...
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Otto e mezzo: Piergiorgio Welby è morto; Mario Riccio, medico, ha staccato il respiratore.
Tra gli ospiti di Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara, c'era il Ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, e Marco Cappato, presidente dell'Associazione "Luca Coscioni", che sul caso Welby aveva detto: "Sarei pronto ad andare io a staccare la spina. Non ho paura di questo tipo di disobbedienza". Leggi Tutto...