« La Buona Novella di Cristo rinnova continuamente la vita e la cultura dell'uomo decaduto, combatte e rimuove gli errori e i mali derivanti dalla sempre minacciosa seduzione del peccato. Continuamente purifica ed eleva la moralità dei popoli. Con la ricchezza soprannaturale, feconda come dall'interno, fortifica, completa e restaura in Cristo le qualità dello spirito e le doti di ciascun popolo e di ogni età ».
Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 58: AAS 58 (1966) 1079
Si, lo ammettiamo, siamo favorevoli alla censura. Non ci sembra assolutamente una conquista sociale. Dietro alla sua abolizione vi è un altro dei famigerati diritti individuali che dettano legge in questo squarcio di Secolo. Il diritto al vouyerismo, alla curiosità morbosa.
La solita sicumera di chi si ritiene l'unico depositario della delega politica dei cattolici. Castagnetti non smetisce la stantia immagine di questi cattolici democratici, che han fatto della democrazia - a modo loro s'intende - la stella polare dell'impegno politico dei cristiani. Gli altri, quelli che non sono popolari come loro - di quale popolo? noi abbiamo visto un popolo ed era a San Giovanni il 12 maggio, ironicamente svillaneggiato e proprio dai cattolici adulti e democratici - sono o intransigenti o gerarcologici. Testuale da Castagnetti: "Ci sono infatti tanti modi di vivere la dimensione sociale del cattolicesimo: quello popolare, quello intransigente, quello gerarcologico".