I SEGNI DEI TEMPI

Esortiamo pure voi, figli carissimi, a cercare quei "segni dei tempi" che sembrano precedere un nuovo Avvento di Cristo fra noi. Maria la portatrice di Cristo, ci può essere maestra, anzi Ella stessa l'atteso prodigio (Paolo VI, all'Angelus del 5 dicembre 1976)

Chi sono

Utente: nanto
Mi chiamo Antonello Iapicca, sono un presbitero italiano missionario in Giappone, a Takamatsu, da molti anni. Ora mi trovo in una zona di 200.000 abitanti dove non vi è presenza cattolica, annunciando il Vangelo insieme a due famiglie missionarie, una italiana e una spagnola.

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sabato, 28 giugno 2008

I segni di oggi


2008年WYDシドニー大会のロゴ
ULTIMI GIORNI!!!

 キリストに呼ばれて
CHIAMATI DA CRISTO


CAMPAGNA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU'
SYDNEY 2008


http://www.acc-tv.com/images/globalnews/soc_ppl_popebenedict_1106.jpg
Andate, carissimi giovani, negli ambienti di vita, nelle vostre parrocchie, nei quartieri più difficili, nelle strade! Annunciate Cristo Signore, speranza del mondo.

BENEDETTO XVI, PAROLE PRONUNCIATE A GENOVA, MAGGIO 2008


CARISSIMI FREQUENTATORI E VISITATORI DI QUESTO SITO, VI INVITO A SOFFERMARVI ALCUNI ISTANTI SU QUESTA PAGINA. SEMPLICEMENTE, NEL NOME DEL SIGNORE, PER CAMMINARE CON NOI, SULLE STRADE DELLA SANTITA'' E DELLA MISSIONE.


UN AIUTO. DA TUTTI VOI



Evangelizzare il relativismo subdolo che insinua menzogne è dovere ineludibile




PREPARARE LA LITURGIA DI DOMENICA, SOLENNITA' SS. PIETRO E PAOLO

Liturgia della Domenica





IL VANGELO DI OGGI E IL COMMENTO
Sabato della XII settimana del tempo Ordinario

Il Vangelo del giorno



 Il Papa: In Cina vi esorto ad andare incontro ai movimenti con molto amore


Vi esorto ad andare incontro ai movimenti con molto amore, poiché essi sono una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano II (cfr. Discorso ai Vescovi partecipanti ad un seminario di studi, promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici [17 maggio 2008]: L’Osservatore Romano, 18 maggio 2008, pag. 8). Prego al tempo stesso il Signore perché anche i movimenti pongano ogni impegno per armonizzare le loro attività con i programmi pastorali e spirituali delle Diocesi.




Il Signore ha conferito a ogni uomo e a ogni donna il diritto di udire l’annuncio che Gesù Cristo «mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2, 20). A questo diritto corrisponde un dovere di evangelizzare: «Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1 Cor 9, 16; cfr Rm 10, 14). Nella Chiesa ogni attività ha una essenziale dimensione evangelizzatrice e non deve mai essere separata dall'impegno per aiutare tutti a incontrare Cristo nella fede, che è il primario obiettivo dell'evangelizzazione: «Il fatto sociale e il Vangelo sono semplicemente inscindibili tra loro. Dove portiamo agli uomini soltanto conoscenze, abilità, capacità tecniche e strumenti, là portiamo troppo poco» (Benedetto XVI, Omelia durante la Santa Messa nella spianata della "Neue Messe" a München [10 settembre 2006]: AAS 98 [2006], 710)....»

postato da: nanto alle ore 12:14 | link | commenti
categorie: i segni del giorno
giovedì, 26 giugno 2008

I segni di oggi


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ULTIMI GIORNI!!!

 キリストに呼ばれて
CHIAMATI DA CRISTO


CAMPAGNA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU'
SYDNEY 2008


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Andate, carissimi giovani, negli ambienti di vita, nelle vostre parrocchie, nei quartieri più difficili, nelle strade! Annunciate Cristo Signore, speranza del mondo.

BENEDETTO XVI, PAROLE PRONUNCIATE A GENOVA, MAGGIO 2008


CARISSIMI FREQUENTATORI E VISITATORI DI QUESTO SITO, VI INVITO A SOFFERMARVI ALCUNI ISTANTI SU QUESTA PAGINA. SEMPLICEMENTE, NEL NOME DEL SIGNORE, PER CAMMINARE CON NOI, SULLE STRADE DELLA SANTITA'' E DELLA MISSIONE.









PREPARARE LA LITURGIA DI DOMENICA, SOLENNITA' SS. PIETRO E PAOLO

Liturgia della Domenica






IL VANGELO DI OGGI E IL COMMENTO
Giovedì della XII settimana del tempo Ordinario

Mt 7, 21-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 
Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. 
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perchè era fondata sopra la roccia. 
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande» . 
Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.


Il commento

 La volontà di Dio. Compiere la volontà del Padre che è nei Cieli schiude le porte del Cielo. Vivere come un cittadino del Cielo, mostrarne l’appartenenza. È questo, e solo questo il passaporto per il Paradiso. Le parole non contano. Neanche i miracoli. Neanche l’essere prete, o missionario. Potrei dare tutto ai poveri, o consegnare il mio corpo al fuoco, se non è per amore è puro fumo. Vanità senza peso.
Una vita costruita sulla sabbia, polvere finissima, morbida e rilassante. Senza forza. Le nostre belle parole, i nostri eroici atti d’altruismo, le nostre liturgie, le preghiere. Tutto per apparire, tutto per ricevere in cambio un po’ d’affetto. Tutto per costruire noi stessi.
Senza amore; solo concupiscenza. Una vita mondana, la carne a guidarne le scelte. Un passaporto senza valore. Il Signore non lo può riconoscere. Non v’è sigillato il Suo amore. La Parola incarnata, compiuta nella trama dell’esistenza, la casa fondata sulla Roccia. Cristo.
O Lui, o noi. Con Lui entreremo nel Regno, senza di Lui ne resteremo fuori. Urge convertirsi. Oggi. Ascoltare la Sua voce e non indurire il cuore, provvedere all’olio dello Spirito Santo quali vergini sagge prudenti. Implorare lo Spirito, il soffio di Dio ad alimentare le nostre vite di vita divina.
La Sua natura modellata, riversata in noi. Il pensiero di Cristo nelle nostre menti. Il Suo cuore nei nostri cuori. Con Lui, afferrati al Suo amore, anche oggi nel Getsemani sconvlto dai venti delle tentazioni, nella lotta con la pioggia dei nostri desideri; con Lui la fede per resistere quando i fiumi delle avversità, delle malattie, delle relazioni, del lavoro, dei figli, del marito, della moglie dei soldi si abbattono su di noi.
Con Lui vittoriosi sulla carne, sul mondo, sul demonio. Uniti a Lui, indissolubilmente. Nulla anteporre al Suo amore. E’ questa la saggezza. E’ questa la porta del Cielo.

Il Vangelo del giorno



 Il Papa: LA VERA LIBERTA' E' FARE LA VOLONTA' DI DIO


San Massimo ci dice, e noi sappiamo che questo è vero: Adamo (e Adamo siamo noi stessi) pensava che il "no" fosse l'apice della libertà. Solo chi può dire "no" sarebbe realmente libero; per realizzare realmente la sua libertà, l'uomo deve dire "no" a Dio; solo così pensa di essere finalmente se stesso, di essere arrivato al culmine della libertà. Questa tendenza la portava in se stessa anche la natura umana di Cristo, ma l'ha superata, perché Gesù ha visto che non il "no" è il massimo della libertà. Il massimo della libertà è il "sì", la conformità con la volontà di Dio. Solo nel "sì" l'uomo diventa realmente se stesso; solo nella grande apertura del "sì", nella unificazione della sua volontà con quella divina, l'uomo diventa immensamente aperto, diventa "divino". Essere come Dio era il desiderio di Adamo, cioè essere completamente libero. Ma non è divino, non è completamente libero l'uomo che si chiude in sé stesso; lo è uscendo da sé, è nel "sì" che diventa libero; e questo è il dramma del Getsemani: non la mia volontà, ma la tua. Trasferendo la volontà umana nella volontà divina, è così che nasce il vero uomo, così siamo redenti..





L'universale "sì" di Cristo, ci mostra anche con chiarezza come dare il collocamento giusto a tutti gli altri valori. Pensiamo a valori oggi giustamente difesi quali la tolleranza, la libertà, il dialogo. Ma una tolleranza che non sapesse più distinguere tra bene e male diventerebbe caotica e autodistruttiva. Così pure: una libertà che non rispettasse la libertà degli altri e non trovasse la comune misura delle nostre rispettive libertà, diventerebbe anarchia e distruggerebbe l'autorità. Il dialogo che non sa più su che cosa dialogare diventa una chiacchiera vuota. Tutti questi valori sono grandi e fondamentali, ma possono rimanere veri valori soltanto se hanno il punto di riferimento che li unisce e dà loro la vera autenticità. Questo punto di riferimento è la sintesi tra Dio e cosmo, è la figura di Cristo nella quale impariamo la verità di noi stessi e impariamo così dove collocare tutti gli altri valori, perché scopriamo il loro autentico significato. Gesù Cristo è il punto di riferimento che dà luce a tutti gli altri valori.....»


postato da: nanto alle ore 07:50 | link | commenti
categorie: i segni del giorno
mercoledì, 25 giugno 2008


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CAMPAGNA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU'
SYDNEY 2008


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BENEDETTO XVI, PAROLE PRONUNCIATE A GENOVA, MAGGIO 2008


CARISSIMI FREQUENTATORI E VISITATORI DI QUESTO SITO, VI INVITO A SOFFERMARVI ALCUNI ISTANTI SU QUESTA PAGINA. SEMPLICEMENTE, NEL NOME DEL SIGNORE, PER CAMMINARE CON NOI, SULLE STRADE DELLA SANTITA'' E DELLA MISSIONE.









PREPARARE LA LITURGIA DI DOMENICA, SOLENNITA' SS. PIETRO E PAOLO

Liturgia della Domenica






IL VANGELO DI OGGI E IL COMMENTO
  Mercoledì della XII settimana del tempo Ordinario


Il Vangelo del giorno

 



  • Il Vangelo e il commento di oggi. Mercoledì della XII settimana del Tempo Ord.
  •    
  • Emiliano Jimenez. I falsi profeti; Commento al Discorso della montagna
  •    
  • Il Papa: L'eucarestia per diventare ciò che riceviamo
  •    
  • Paolo VI: una Chiesa al passo della storia
  •    
  • Cristiani in Medio oriente “come in una gabbia”, fra esili segni di aperture
  •    
  • Egitto: antichissimo monastero raso al suolo con bulldozer. Come se niente fosse
  •    
  • Viva il dottor house
  •    
  • Come si starebbe con un Polo Nord senza ghiacci e un mondo senza ambientalisti
  •    
  • La Spagna torna a discutere di eutanasia
  •    
  • Comunione ai divorziati risposati: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
  •    
  • Se cerchi la verità, l'antropologia ti può aiutare
  •    
  • Il Vangelo di oggi e il commento. Natività di San Giovanni Battista
  •    
  • Il Vangelo e il commento di oggi. Martedì della XII settimana del Tempo Ord.
  •    
  • Emiliano Jimenez. La porta stretta, le cose sante. Sul Discorso della montagna
  •    
  • “Donna e post-aborto: il dramma, l’accoglienza, il perdono”
  •    
  • Bernanos. Elogio dei miserabili. IL TESTAMENTO DEL GRANDE SCRITTORE CATTOLICO
  •    
  • Benedetto XVI: Importanza dell'iniziazione cristiana (e del Cammino). Antologia
  •    
  • Il cardinale Cañizares a capo della Congregazione per il Culto Divino
  •    
  • Homo videns
  •    
  • La mia Cambogia
  •    
  • Cristiani e musulmani: libertà religiosa per evitare il conflitto delle civiltà
  •    
  • I cristiani perseguitati in Algeria
  •    
  • In Giappone si combatte la pancia a colpi di metro e di multe
  •    
  • Il popolo cattolico disperso in politica
  •    
  • Intervista al Card. C. M. Martini. "Non puoi rendere cattolico Dio"
  •    
  • Imran, 7 anni, lavora in una fabbrica di palloni in Bangladesh
  •    
  • Il popolo vandeano e il Sacro Cuore di Gesù
  •    
  • E` IN GIOCO PERSINO IL MODO DI FARE IL PANE
  •    
  • La Cina ha già perso le Olimpiadi dei Diritti Umani
  •    
  • Verso il Meeting. Essere protagonisti del proprio quotidiano
  •    
  • Lettera su due magnifici militanti pro life. Giuliano Ferrara
  •    
  • Camillo Ruini, l'uomo della resistenza, dell'attesa e della ripresa
  •    
  • Card. Scola: "Noi e l'islam. Libertà di convertire"
  •    
  • L’ultimatum del Vaticano ai ribelli di Lefebvre: pace se accettate il Concilio.
  •    
  • Grande scienziato, ma pro-vita e contro Darwin. Meglio censurarlo…






  •  Il Papa: Il timore di Dio vince ogni paura.


    Più cresciamo in questa intimità con Dio, impregnata di amore, più facilmente vinciamo ogni forma di paura.





    Il credente non si spaventa dinanzi a nulla, perché sa di essere nelle mani di Dio, sa che il male e l’irrazionale non hanno l’ultima parola, ma unico Signore del mondo e della vita è Cristo, il Verbo di Dio incarnato, che ci ha amati sino a sacrificare se stesso, morendo sulla croce per la nostra salvezza....»


     


     


     


     


     



    13 giugno, Giorno di gioia per la Chiesa

    L'approvazione definitiva degli
    Statuti del Cammino Neocatecumenale
    conferma l'autenticità e la genuinità del carisma.

    Un approdo per salpare. Il Papa, il Cammino e gli Statuti


    Benedetto XVI: Importanza dell'iniziazione cristiana (e del Cammino). Antologia

    SERVIZIO TELEVISIVO SULL'APPROVAZIONE DEGLI STATUTI DEL CAMMINO







    Comunicato stampa
    (13 giugno 2008)

     

    Non possiamo non ringraziare con profonda gratitudine e grandissima gioia il Signore e la Santa Vergine Maria per questo giorno nel quale Pietro, nella persona di Benedetto XVI, approva in forma definitiva gli Statuti del Cammino Neocatecumenale.
    Oggi, 13 giugno 2008, il Card. Stanisław Riłko, Presidente del Pontificio Consiglio dei Laici, renderà noto il Decreto con cui si promulga la versione finale degli Statuti, dopo i cinque anni “ad experimentum”.
    Si conclude così l’“iter”, iniziato nel 1997, su mandato del Papa Giovanni Paolo II, per dare al Cammino un “formale riconoscimento giuridico” e renderlo “patrimonio universale della Chiesa”.
    Senza l’appoggio, l’aiuto e il sostegno di Pietro il Cammino non sarebbe potuto arrivare sino ad oggi.
    Così Paolo VI, in un momento difficile, quando alcuni ci accusavano di ripetere il battesimo, perché facevamo il catecumenato dopo essere già stati battezzati, nella prima Udienza, l’8 maggio 1974, ci sorprese dicendo:
     “… Ecco le cose post-conciliari… Vivere e promuovere questo risveglio è quanto voi chiamate una forma di catecumenato post-battesimale, che potrà rinnovare nelle odierne comunità cristiane quegli effetti di maturità e di approfondimento, che nella Chiesa primitiva erano realizzati dal periodo di preparazione al battesimo. Voi lo portate dopo: il prima o dopo, direi, è secondario. Il fatto è che voi mirate all’autenticità, alla pienezza, alla coerenza, alla sincerità della vita cristiana. E questo è merito grandissimo, ripeto, che ci consola enormemente...”.
    Dalle baracche di Palomeras Altas di Madrid, dai poveri del Borghetto Latino di Roma, dalla Curraleira, zona dei miserabili di Lisbona… Quanto difficile è stato arrivare alle parrocchie di tante nazioni! Ma Giovanni Paolo II, come un angelo inviato da Dio, ci ha difeso e sostenuto fino a scrivere nella Lettera Ogniqualvolta a Mons. Cordes:
    “Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni. Auspico che i Fratelli nell’Episcopato valorizzino e aiutino – insieme con i loro Presbiteri – quest’opera per la nuova evangelizzazione, perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori…” (1).
    Ma oggi la nostra riconoscenza e gratitudine va al Papa Benedetto XVI che con tanto amore ha seguito e approvato la conclusione dei lavori
    Abbiamo avuto modo di conoscere il Santo Padre sin da quando era professore a Regensburg nel 1974: non solo ci accolse con grande affetto e interesse, ma aiutò in maniera determinante l’introduzione del Cammino in Germania. Abbiamo poi potuto approfondire la Sua conoscenza quando la Santa Sede ha voluto l’esame dettagliato dei contenuti teologici di tutte le catechesi relative alle diverse tappe del Cammino e il Card. Ratzinger, come Prefetto della Congregazione per la Fede, lo guidò in prima persona, fino all’approvazione degli “Orientamenti alle équipes dei catechisti” nel 2003 (2).
    Con l’approvazione di questi Statuti la Santa Sede assicura che questo itinerario di iniziazione cristiana, reso possibile dalla riscoperta del catecumenato nel Concilio Vaticano II, e vissuto in piccole comunità, sia tutelato nei suoi caratteri specifici e nella sua continuità, offrendo ai Vescovi “i principi base di attuazione del Cammino Neocatecumenale in fedeltà al suo progetto originario” (Giovanni Paolo II, Castel Gandolfo, 21 settembre 2002).
    L’iter di approvazione si è protratto perché il Cammino Neocatecumenale, quale strumento per l’iniziazione cristiana degli adulti, produce frutti di diversa natura – dal rinnovamento delle parrocchie alla figura dei catechisti itineranti e delle famiglie in missione; dalla formazione di presbiteri per la nuova evangelizzazione nei più di settanta seminari diocesani “Redemptoris Mater” nel mondo, alla nuova esperienza della missio ad gentes in Europa,  Asia e America – interessando con ciò le competenze di ben 5 diversi dicasteri vaticani: la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per il Culto Divino ed i Sacramenti, la Congregazione per il Clero e la Catechesi e la Congregazione per l’Educazione Cattolica, che hanno esaminato con cura gli Statuti, insieme al Pontificio Consiglio per i Laici, che ha coordinato e concluso il processo.
    Dopo l’approvazione degli Statuti, davanti alle grandi sfide che attendono la Chiesa, siamo lieti di poterci offrire al Santo Padre ed ai Vescovi, per la nuova evangelizzazione e la trasmissione della fede alle nuove generazioni.
    Pregate per noi.


    1) Giovanni Paolo II, Epist. “Ogniqualvolta”, 30 agosto 1990: AAS 82 (1990), 1515.  2) Comunicazione scritta del Card. J.F. Stafford agli Iniziatori del Cammino Neocatecumenale, 1 marzo 2003, Prot. N. 219/03 AIC-110.



    IMMAGINI DELLA CONSEGNA DEL DECRETO, DELLA CONFERENZA STAMPA E DELL'EUCARESTIA DI RINGRAZIAMENTO PRESIEDUTA DA MONS. RYLKO






    Il Card. Rylko: “Significa la conferma da parte della Chiesa dell’autenticità, della genuinità del carisma che sta alla loro origine nella vita e nella missione della Chiesa. In modo particolare, questo riguarda il Cammino che ha ormai lunga storia nella Chiesa, più di 40 anni, e porta nella vita della Chiesa tanti frutti, tante vite cambiate in profondità, tante famiglie ricostruite, tante vocazioni religiose, sacerdotali e tanto impegno a favore della nuova evangelizzazione. Quindi, è un momento di grande gioia per la Chiesa, un momento di grande gioia per la realtà ecclesiale che riceve questo riconoscimento”.



    http://www.camminoneocatecumenale.it/photo/2008_9641.jpg








    IL TESTO DEGLI STATUTI




    IL TESTO DEL DECRETO

    DECRETA

    l'approvazione definitiva dello statuto del Cammino Neocatecumenale debitamente autenticato dal Dicastero e depositato in copia nei sui archivi. Ciò che nella fiducia che queste norme statutarie costituiscano linee guida ferme e sicure per la vita del Cammino e che esse siao di aiuto ai Pastori nel loro paterno e vigile accompagnamento delle comunita neocatecumenali nelle Chiese particolari.

    Dato in Vaticano l'11 maggio 2008, solennità di Pentecoste

     

     














    RASSEGNA STAMPA



    "Siamo molto contenti - ha detto Kiko Arguello- che dopo 40 anni il Signore ci ha concesso questo atto, per noi molto importante''. L'articolo 1 dello Statuto, ha concluso, ''e' quello previsto da Giovanni Paolo II, che definisce il Cammino un ‘itinerario di formazione cattolica', quindi non un movimento ecclesiale ne' un'associazione di persone. Si tratta, infatti, di un metodo di formazione''.


    Un'altra tappa del Cammino Neocatecumenale
    Te Deum Laudamus: Estatutos del Camino
    Los 'Neocatecumenales' se lanzan a la evangelización tras aprobarse sus estatuto

    El Vaticano da el «sí» definitivo a los estatutos del Camino Neocatecumenal
    El Camino Neocatecumenal, un don del cielo
    Un Cammino di radici profonde (Editoriale di ABC)
    Approvato lo Statuto del Cammino neocatecumenale (Avvenire)
    Cronaca di un giorno storico per il Cammino Neocatecumenale
    Aprobados los Estatutos del Camino Neocatecumenal
    La Santa Sede approva gli Statuti definitivi del Cammino Neocatecumenale
    Sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa. Andrea Tornielli
    Kiko Argüello está muy contento con modificaciones del Vaticano a los estatutos
    Decreto de aprobación definitiva del Estatuto del Camino Neocatecumenal
    La Santa Sede aprueba los Estatutos definitivos del Camino Neocatecumenal
    La Santa Sede approva lo Statuto dei Neocatecumenali (Asia News)
    El Camino Neocatecumenal reconocido como «catecumenado post-bautismal»
    Audio del servizio della Radio Vaticana sulla consegna degli Statuti








    "La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore: per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto. E vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell'abbandono, della solitudine, dell'amore distrutto. Vi è il deserto dell'oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell'uomo. I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perchè i deserti interiori sono diventati così ampi". Non crediamo di sbagliarci se, in filigrana, dietro a questa storica approvazione, riconosciamo queste parole con le quali Benedetto XVI ha voluto iniziare il suo pontificato. Dietro gli Statuti del Cammino Neocatecumenale vi è la santa inquietudine di Dio, del Suo Figlio, e del suo Vicario. Vi è la santa inquietudine che lo Spirito ha trasmesso agli iniziatori del Cammino, e, attraverso di essi, ai tantissimi catechisti itineranti, ai presbiteri, alle famiglie in missione, ad ogni membro delle comunità. Oggi, a quarant'anni dall'inizio nelle baracche di Palomeras Altas, si scorge l'orizzonte verso il quale lo Spirito sta dirigendo il Cammino: la missione totale, di ogni comunità, di ogni fratello. La missione Ad Gentes, ai deserti di questa generazione, partecipando della santa inquietudine di Cristo.... LEGGI TUTTO ...»





    Oggi è indispensabile uno spazio di esperienza della fede alla maniera del catecumenato della Chiesa primitiva.
    Questo spazio era costituito una volta dalla famiglia e dalla comunità parrocchiale. La famiglia da lungo tempo non fa più questo servizio, e le comunità parrocchiali sono spesso non ancora sufficientemente preparate per i loro nuovi compiti, che sono sorti a causa del sempre crescente venir meno del ruolo della famiglia come portatrice della tradizione della fede.
    L'EFFICACIA DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DIPENDE DAL FATTO CHE SIA DI NUOVO POSSIBILE CREARE COMUNITA' IN CUI LA FEDE POSSA VIVERE E COSI' LA SUA PAROLA POSSA VENIR SPERIMENTATA COME PAROLA VIVA, CHE DA' VITA. .
    ...»


    Teniamo ben fermo innanzi tutto il fatto che il catecumenato fa parte del battesimo e che la Chiesa non se ne è discostata neppure quando il battesimo infantile è divenuto pratica generale. Ora però è evidente che la catechesi può essere "prebattesimale" o "postbattesimale". Nel secondo caso essa inizia con l'amministrazione del battesimo....
    Il catecumenato è qualcosa di molto diverso da una semplice istruzione religiosa, è parte di un sacramento: non insegnamento a priori, ma ELEMENTO INTEGRANTE DEL SACRAMENTO STESSO. D'altra parte il sacramento non è solo esecuzione liturgica; ma un processo, una via lunga che richiede tutte le forze dell'uomo, intelligenza, volontà, sentimenti.
    La separazione ha avuto effetti disastrosi. Ha condotto alla ritualizzazione del sacramento e alla dottrinalizzazione della parola, mascherando così un'unità che fa parte delle realtà fondamentali del cristiano. .
    ...»




    Divenire cristiano necessita un rapporto vitale, nel quale si possano realizzare risanamento e trasformazione della cultura. L'evangelizzazione non è mai soltanto una comunicazione intellettuale, essa è un processo vitale, una purificazione ed una trasformazione della nostra esistenza, e per questo è necessario un cammino comune. Perciò la catechesi deve necessariamente assumere la forma del catecumenato, nel quale si possano compiere i necessari risanamenti, nel quale soprattutto viene stabilito il rapporto fra pensiero e vita.

    5. RATZINGER. La catechesi deve necessariamente assumere la forma del catecumenato


    1. Il Papa la liturgia e il catecumenato: una conferenza ne svela il pensiero autentico
    2. J. Ratzinger: I Neocatecumenali, il cristianesimo come avvenimento di novità
    3. Benedetto XVI, La fede è un cammino di illuminazione, anche dopo il battesimo
    4. J. Ratzinger: Il Cammino Neocatecumenale, iniziazione alla comunione con Cristo nella Chiesa

    Lo spartiacque del Papa: et-et, il cuore grande e pieno di amore di Pietro e della Chiesa. I Movimenti e le nuove comunità, doni da accogliere con gioia e amore
    Benedetto XVI, Udienza ai Vescovi partecipanti al Seminario sui movimenti ecclesiali, 18 maggio 2008
    postato da: nanto alle ore 10:20 | link | commenti
    categorie: i segni del giorno